Selfie-mania: potresti soffrire di solitudine

Se anche tu sei ossessionato dai selfie, potresti iniziare a farti qualche domanda in più!

Quella dei selfie è una vera e propria mania scoppiata negli ultimi anni, al punto tale da spingere i produttori di smartphone a potenziare l’ottica frontale per una maggiore resa fotografica.

Ma quali sono i motivi che spingono sempre più persone a fotografarsi e condividere le foto sui social?

Secondo una recente ricerca, dietro questa sorta di dipendenza, si nasconderebbero aspetti molto più profondi e meno banali legati al nostro modo di essere. Insomma, non è solo vanità o voglia di attenzione. Lo studio – condotto dal National Institute of Development Administration di Bangkok, in Tailandia e pubblicata sul Journal of Psychosocial Research on Cyberspace – sostiene che sia presente una certa predilezione alla solitudine. Ci sentiamo soli e, attraverso i selfie, cerchiamo il contatto e l’approvazione di amici e conoscenti.

La ricerca

Gli studiosi hanno analizzato un campione di 300 studenti che utilizzavano di frequente gli smartphone e avevano l’abitudine di scattare, in correlazione con alcuni tratti della personalità, tra i quali quelli legati alla solitudine o al narcisismo.

In base ai risultati raccolti, gli studiosi sostengono che chi scatta selfie in maniera compulsiva tende a sentirsi solo. Perché? Si ritiene che la qualità dei rapporti con gli altri sia compromessa.

 

Dolori articolari al pollice: tutta colpa degli smartphone

E’ stata definita la “sindrome del pollice da smartphone” ed è in continuo aumento. Ma cos’è e perché dobbiamo preoccuparci? Si tratta di dolori alla base del pollice causati dall’utilizzo continuo del dito sullo schermo touch.

Ad occuparsi del fenomeno sono i ricercatori della prestigiosa Mayo Clinic Usa, che da sette anni a questa parte hanno rilevato un aumento preoccupante di casi.

Secondo il team di studiosi, l’uso dello smartphone costringerebbe ad un movimento anomalo delle ossa del dito, causando dapprima dolore ed eventualmente artrite osteoarticolare.

La dottoressa kristin Zhao, a capo del gruppo di ricerca avviato nel 2010, ha spiegato che “La diffusione dell’artrite del pollice è in aumento e vorremmo essere sicuri di non incoraggiare stili di vita che la favoriscano”.

L’attenzione maggiore è rivolta agli effetti a lungo termine sui bambini, che iniziano in tenera età smanettare con tablet e smartphone.

 

Studio inglese: neonati e bambini che utilizzano il touchscreen dormono meno

Uno studio inglese suggerisce che l’utilizzo di tablet e smartphone durante il giorno rappresenta una seria minaccia per il sonno.

Nella ricerca condotta dall’Università di Birbeck a Londra, i bambini dai 6 mesi ai 3 anni che avevano trascorso più tempo a giocare con i dispositivi mobili durante il giorno, avevano dormito meno ore ed avevano impiegato più tempo  per addormentarsi, rispetto ai loro coetanei che avevano utilizzato il touch con meno frequenza.

Secondo lo studio pubblicato su Journal Scientific Reports, i bambini ed gli infanti che avevano usato il touchscreen più spesso tendevano a dormire di più durante il giorno.

Si tratta della prima ricerca che ha analizzato il legame tra l’uso del touchscreen per i più piccoli e il sonno.

La ricerca
Lo studio ha rilevato che i bambini dai 6 ad 11 mesi utilizzano il touch per circa 8 minuti al giorno. I bambini dai 12 ai 18 mesi li utilizza in media 19 minuti al giorno, e i bambini dai 19 ai 25 mesi li utilizza per 25 minuti. In base al sondaggio somministrato a circa 700 genitori, dai 2 anni di età si passa a circa 44 minuti al giorno.

Per ogni ora supplementare spesa utilizzando un dispositivo mobile, è stato collegato a 26 minuti in meno di sonno durante la notte, e 11 minuti in più di sonno durante il giorno.

I ricercatori non hanno esaminato il motivo per cui un utilizzo eccessivo di tablet e smartphone interferisca con il sonno dei più piccoli.

Nel frattempo, in attesa di ulteriori ricerche sui possibili effetti negativi che questi dispositivi possono avere sui bambini, l’American Academy of Pediatrics (AAP) consiglia di limitare l’uso complessivo di questi dispositivi ai bambini, e sempre e comunque sotto la supervisione dei genitori.

E ‘anche una buona idea per i bambini evitare di utilizzare smartphone e tablet nelle ore prima di andare a letto.

Ragazzi malati di smartphone: sondaggio inglese lancia l’allarme

Sotto accusa i social network: il 45% dei teenager controlla il cellulare anche a letto e 1 ragazzo su 10 lo fa almeno 10 volte per notte.

Gli adolescenti controllano i telefoni cellulari anche la notte. La notizia arriva da un sondaggio inglese condotto da Digital Awareness UK, e segnalata dalla Bbc che ha coinvolto 2750 ragazzi tra gli 11 e 18 anni di età. Di questi 1 su 10 ha ammesso di controllare il telefonino più di 10 volte nel corso della notte.

Ciò significa che molti studenti si recano a scuola stanchi e incapaci di seguire le lezioni con la giusta concentrazione.

I social media
Del 45% degli intervistati che controllano i loro telefoni quando dovrebbero dormire, quasi tutti (94%) lo fanno per controllare i social network, con un decimo che dichiara di sentirti sotto stress se non controlla le notifiche a prima di andare a dormire. Di questo gruppo, il 75% è ascolta musica e oltre la metà (57%) guarda un film sotto le lenzuola. Un terzo (32%) ammette che i loro genitori non sono consapevoli del fatto che controllano il proprio dispositivo mobile dopo essere andati a letto.

10 consigli della Digital UK per disintossicarsi

  • Evitare di utilizzare lo smartphone 90 minuti prima di andare a letto;
  • Disattivare le notifiche, o attivare la “modalità aereo” o l’impostazione “silenzioso”;
  • Meglio spegnerlo del tutto, se ti è possibile;
  • Ridurre l’esposizione alla luce blu, che può disturbare il sonno;
  • Cercare di cambiare abitudine, evitando di controllare controllare spesso lo smartphone;
  • Lasciare il telefono in una posizione che ti impedisca di vedere, sentire o addirittura raggiungerlo;
  • Utilizzare un’app per monitorare quanto tempo utilizzi lo smartphone. Alcune di queste applicazioni consentono di impostare restrizioni d’uso;
  • Disintossicazione digitale – prendersi una pausa dai dispositivi mobili o impostare dei tempi di spegnimento;
  • Nei 90 minuti prima di coricarsi, meglio rimanere bloccati ad un buon libro, o fare un bagno rilassante;
  • Riflettere. Se riesci a capire i motivi per i quali utilizzi i dispositivi mobili anche la notte, capirai che forse non ne vale la pena.

Se riesci a mettere in pratica uno di questi suggerimenti sopracitati, allora potrai ritenerti pienamente soddisfatto.