Dieta: se hai difficoltà a dimagrire è tutta colpa del cervello

Quanta fatica per perdere qualche chilo. Settimane di duro lavoro, rinunce, regimi alimentari ferrei e poi l’impietoso esame sulla bilancia. Tanti sacrifici che in alcuni casi non portano ad alcun risultato.

Il motivo? A fronte di una riduzione delle risorse disponibili, l’organismo attiverebbe una sorta di risposta di compensazione, bruciandone di meno. Il meccanismo sarebbe innescato da alcune cellule cerebrali. E’ quanto sostenuto in un nuovo studio condotto dai ricercatori dell’Università di Cambridge, nel Regno Unito, e pubblicato sulla rivista “eLife“. Per gli scienziati, la scoperta potrebbe essere utile per sviluppare in un prossimo futuro nuove terapie per combattere il sovrappeso e l’obesità.

“Le strategie di perdita di peso sono spesso inefficienti perché il corpo funziona come un termostato e le coppie la quantità di calorie si bruciano per la quantità di calorie che mangiamo”, spiega Clémence Blouet dai laboratori di ricerca del Metabolismo presso l’Università di Cambridge. “Quando si mangia meno, il nostro corpo compensa e brucia meno calorie, il che rende più difficile perdere peso”.

La ricerca

I ricercatori hanno testato il ruolo di un gruppo di neuroni, AGRP, in una regione del cervello conosciuta come ipotalamo. Questi neuroni sono noti per il loro ruolo importante nella regolazione dell’appetito: quando attivati ci fanno mangiare, ma quando sono completamente inibiti possono condurre anche all’anoressia.

Il team ha utilizzato un trucco genetico per ‘accendere’ e ‘spegnere’ i neuroni nei topi, dimostrando che svolgono un ruolo chiave per il termostato calorico che regola il nostro peso, regolando quante calorie si bruciano.

I risultati

I risultati suggeriscono che, quando attivati, questi neuroni ci fanno venire fame e ci spingono a mangiare. In assenza di cibo, invece, agiscono per risparmiare energia, limitando il numero di calorie che si bruciano e quindi la perdita di peso.

Non appena il cibo diventa disponibile e iniziamo a mangiare, l’azione dei neuroni AGRP si interrompe e il nostro dispendio energetico risale di nuovo a livelli normali.

Inoltre, i ricercatori descrivono anche il meccanismo attraverso il quale i neuroni AGRP regolano la loro attività, rilevando la quantità di energia disponibile e controllando quante calorie si bruciano.

Cosa fare

Il dottore Luke Burke, primo autore dello studio, precisa: “Questo studio potrebbe aiutare nella progettazione di terapie nuove per contribuire a contrastare il sovrappeso e l’obesità. Fino ad allora, il modo migliore per perdere peso – almeno per coloro che sono solo moderatamente in sovrappeso – è una combinazione di esercizio fisico e una moderata riduzione dell’apporto calorico“.